Hai mai pensato pensato di cosa sono fatti alcuni degli oggetti che utilizzi più spesso e che potrebbero contenere microplastica?

In questo ultimo articolo di approfondimento sulla plastica, capirai quali oggetti evitare per ridurre ulteriormente il rilascio di microplastiche nell’ambiente.

Se ti sei perso quelli precedenti, puoi trovarli anche qui:

Ovviamente, questa lista di cinque prodotti è solo un semplice suggerimento per iniziare a ridurre il tuo consumo di plastica quotidiano. Ma l’argomento è molto più vasto e per questo motivo seguiranno altri articoli di approfondimento!

IL PROBLEMA DELLE MICROPLASTICHE

Le microplastiche sono delle particelle di plastica con dimensioni inferiori a 5 mm.

Oggi, purtroppo, sono diventate una delle maggiori fonti di inquinamento del pianeta ed una minaccia concreta per la salute nostra e dell’ambiente.

La prima cosa che potrebbe venirti in mente è che le microplastiche derivano da oggetti più grandi che si sono sgretolati. Per esempio, una bottiglietta di plastica o un sacchetto che si sono deteriorati.

Ma purtroppo, questo non è l’unico modo.

Infatti, la plastica trova impiego in quasi tutti i settori produttivi, dalla cosmetica, alla moda e molti altri campi.

Spesso quindi, le microplastiche vengono direttamente integrate all’interno di molti prodotti e conoscerli è fondamentale per evitarne il consumo.

5 PRODOTTI CHE CONTENGONO MICROPLASTICA

Ecco cinque prodotti utilizzati da tutti noi, ogni giorno, che contengono notevoli quantità di microplastica:

1- DENTIFRICIO

Le microsfere del dentifricio causano inquinamento da microplastica

Proprio così, oggi ne esistono decine di tipologie e colori diversi. Ed ognuno di essi ha una funzione specifica.

Ma alcuni contengono microsfere o altre microparticelle. E il problema sono proprio loro: sono composte di plastica e, dopo pochi minuti di utilizzo, finiscono direttamente nello scarico.

Prima di acquistare qualcosa, ti consiglio quindi di leggere gli ingredienti o di affidarti a marche che già producono dentifricio privo di microplastiche come questo.

2- SCRUB E CREME ESFOLIANTI

I cosmetici sono una delle cause di inquinamento da microplastica

Questo tipo di prodotti cosmetici esercitano la loro funzione esfoliante proprio grazie a particelle con leggera azione abrasiva.

Ma, di nuovo, non sono nient’altro che microplastica. Infatti, è segnalato anche nella lista degli ingredienti con la scritta “polyethilene“.

La buona notizia è che, a partire dal 1 gennaio 2020, in Italia è stato vietato mettere in commercio prodotti simili.

Inoltre oggi esistono alternative naturali.

Per esempio puoi trovare scrub per il corpo che utilizzano come particelle esfolianti i gusci di noce, come nel caso di questo Scrub Bamboo Renew , oppure lo zucchero semolato, come nel Perfect Lip Scrub.

3- GLITTER

I glitter ed il pericolo per l'ambiente: sono fonte di inquinamento da microplastica

Amati dai bambini e non solo, sono il trionfo della microplastica.

Decorativi e facili da applicare su qualsiasi superficie, si trovano sfusi, in smalti, creme, detergenti, make up, copertine delle agende, decorazioni per le piante, colle e molti altri oggetti.

4- FIBRE SINTETICHE

I tessuti sintetici sono causa di inquinamento da microplastica

Sono la microfibra, il nylon, pile, poliestere, elastan ed in generale tutti i tessuti tecnici per abbigliamento sportivo.

Molto diffusi per la loro elasticità e praticità, non sono composti da fibre di origine naturale, come il cotone o la lana, ma sintetizzate a partire dal petrolio.

Leggi anche ‘Perchè i Tessuti Sintetici Inquinano?

In particolare, uno studio del 2019, ha evidenziato come un grande contributo all’aumento di microplastica nel mare sia causato dagli scarichi delle lavatrici.

Infatti, durante il lavaggio, i tessuti perdono inevitabilmente delle fibre che finiscono direttamente nello scarico, e quindi in mare.

5- BUSTINE DEL TÈ 

Il tè viene venduto in due modi, sfuso o in bustine.

Nel 2019, uno studio ha però evidenziato quanto le bustine di nylon, quelle che solitamente hanno la forma di una piramide, siano pericolose.

Dall’esperimento è emerso che a contatto con l’acqua alla temperatura di infusione, circa 95°C, la bustina può rilasciare nella bevanda fino a 11.6 miliardi di microplastiche e 3.1 miliardi di nanoplastiche.

Perciò, oltre al problema dello smaltimento, andrebbe infatti svuotata e gettata nella plastica, le conseguenze che l’ingestione di una tale quantità di micro e nano particelle ha sulla nostra salute sono ancora da verificare.

Ma sicuramente non possono che essere negative, viste anche le prime evidenze di tossicità delle microplastiche nell’uomo e negli animali.

In alternativa, esistono in commercio filtri in carta biodegradabili e privi di sbiancanti o altre sostanze chimiche. Possono essere una valida alternativa ai filtri in nylon, ma producono comunque scarto.

Per questo, la scelta migliore ed più ecologica è usare i filtri in acciaio. Sono sicuri, resistenti e lavabili. Un singolo filtro dura anni e permette di abbattere la produzione di rifiuti a zero.

Ci sono altri prodotti di uso comune che rilasciano microplastiche e che non ho citato in questo elenco? Scrivili nei commenti così che possano vederlo tutti!

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